COME L'ERBA AI BORDI DELLA FERROVIA

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Teatro Il Sipario Strappato  (Via Terralba 79/b 16011 GE – Arenzano )
Come l’erba ai bordi della ferrovia
di Lazzaro Calcagno e Matteo Monforte
regia di Lazzaro Calcagno
scenografie di Enrico Musenich
con Federica Ruggero; Raffaele Casagrande; Luigi Marangoni; Enzo Paci 

 

Quattro trentenni nati e cresciuti assieme in una piccola cittadina di periferia persa nella campagna, dove l’unico miraggio di speranza per una vita migliore sembra essere solo la piccola stazione ferroviaria da cui passa il treno per portarti via da lì. Il Pub inglese del posto è per loro quasi una mecca , un luogo dove affogare le frustrazioni ed i problemi , un punto di ritrovo irrinunciabile nel quale passare tutte le sante sere a bere e chiacchierare, l’unico sfogo che quel paese sembra dare a chi è costretto a fare i conti con una realtà che ha i giorni tutti uguali.
Enzo odia quella cittadina con tutte le sue forze, è depresso e demotivato perché è stato appena licenziato dal supermercato e  la sua fidanzata non ne vuole più sapere di lui. Gigi è sempre stato il bambino prodigio, il ragazzo dalle belle speranze, quello laureato che avrebbe potuto svoltare ma che invece si è accontentato di finire a lavorare allo sportello della banca. Raffa è una inguaribile canaglia, un simpatico cialtrone che di lavoro pulisce i bagni della stazione e passa le sue giornate al Pub. Federica, invece, è una romantica sognatrice che vuole salvare il mondo e che crede ancora che uno spiraglio di luce ci sia sempre, nascosto da qualche parte. Basta solo saperlo trovare.
Ma quella sera, nel piccolo monolocale di Enzo dove i quattro si ritrovano quasi per caso, qualcosa sta per succedere. Tra birra, spinelli, risate, pianti, silenzi, litigi, strampalati aneddoti di vita di paese e inquietanti rivelazioni, i ragazzi si guarderanno per la prima volta dentro e ci porteranno, attraverso un chiacchiericcio del detto e non detto, a scoprire le loro vere anime.
Un teatro di parola che scava nel profondo di una realtà quotidiana sempre più frequente. Un testo irriverente, pungente, a tratti esilarante e a tratti drammatico, che ci condurrà , alla fine, a risolvere lo strano giallo che, velatamente, fa da filo conduttore a tutta la storia: chi e perché , in paese, ha rubato la pistola di Marione, il proprietario del pub?

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