SABATO 8 DICEMBRE ORE 21, "UNA MANO MOZZATA A SPOKANE", TEATRO IL SIPARIO STRAPPATO

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Sabato 8 dicembre ore 21, Teatro Il Sipario Strappato, via Marconi 165, Arenzano (GE)

 

UNA MANO MOZZATA A SPOKANE

di Martin McDonagh

regia Carlo Sciaccaluga

con Andreapietro Anselmi, Denis Fontanari, Alice Arcuri e Maurizio Bousso

 

Il testo di Martin McDonagh – A Behanding in Spokane – viene tradotto e messo in scena per la prima volta in Italia dal regista Carlo Sciaccaluga.

La travolgente commedia scritta dall’autore e regista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri, non ha certo lasciato indifferenti pubblico e critica al suo debutto a Broadway nel 2010. La commedia è esilarante a dir poco, e le premesse aiutano: in una camera d'albergo Carmichael, un sicario di mezz'età a cui manca la mano sinistra, lascia un messaggio sulla segreteria telefonica della madre per rassicurarla della propria salute. Da questo momento in poi inizia una vicenda claustrofobica (l'azione si svolge nella stessa stanza dall'inizio alla fine), violenta, una dark comedy in pieno stile McDonagh. 

Il misterioso uomo è alla ricerca della propria mano sinistra da 27 anni. Due giovani innamorati, un ragazzo di colore e una bionda, spacciatori da quattro soldi, tentano di vendergli una mano sottratta al museo di storia naturale, provocando la furia di Carmichael, sotto lo sguardo di uno stralunato e inquietante concierge, ex galeotto, i cui interventi rischiano di far precipitare la vicenda. Le occasioni comiche sono innumerevoli e McDonagh non se ne lascia sfuggire neanche una. La commedia a tratti è cupissima; violenza e morte, razzismo e ignoranza dominano la scena per lunghi tratti, ma è raro non ridere per più di un paio di minuti di fila. 

Con ogni evidenza, lo scrittore britannico evoca nel suo lavoro un'immagine tipica della scienza psichiatrica: chi ha subito un'amputazione nel corso del processo di formazione della propria identità, e non sa accettarla, riverserà il proprio odio verso il mondo nel tentativo di riattaccare al proprio corpo l'arto perduto. Ma è una lotta impossibile, come dimostra il momento in cui la valigia di Carmichael si apre fortunosamente rivelando il proprio contenuto, decine e decine di vere mani raccolte nel corso di anni di ricerche. 

 

McDonagh, e questa è una delle sue grandezze di scrittore (e di cineasta, basti guardare ai piccoli capolavori che sono In Bruges o Tre Manifesti a Ebbing, Missouri), come ha dimostrato ad esempio a meraviglia in The Pillowman, non spiega le sue metafore. Sta al pubblico, attraverso le suggestioni che l'autore regala nella forma dell'azione che si dipana sotto gli occhi di tutti, arrivare eventualmente alle possibili conclusioni. 

 

Il teatro di McDonagh è teatro. È azione, relazione, incidente, che sia comico o drammatico, non è mai una conferenza sull'uomo. E così, ridendo, sulla via verso casa, dopo aver assistito allo spettacolo, sentiamo con sorpresa che, senza volerci istruire, il genio anglo-irlandese di McDonagh ci ha insinuato qualcosa nello stomaco.

 

La regia è affidata a Carlo Sciaccaluga, che nonostante la giovane età ha già all’attivo collaborazioni ed esperienze internazionali. Gli spettacoli da lui diretti sono stati presentati in tutta Italia (tra questi Versiliana Festival, Teatro Stabile di Genova, Teatro Carcano di Milano, Teatro Franco Parenti) e anche all’estero, dove ha diretto, al Teatro Nazionale di Tirana.

La compagnia è formata sempre da un cast di giovani attori, (Andreapietro Anselmi, Denis Fontanari, Alice Arcuri e Maurizio Bousso) dai curriculum molto eterogenei, che spaziano dal teatro al cinema e li vedono in scena sui più importanti palchi italiani.

 

Ingresso intero 12 €

Ingresso ridotto 10 €

info e prenotazioni 3396539121