Sabato 30 gennaio (ore 21)"dopo il terremoto" di Murakami

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foto di Fernanda Bareggi
foto di Fernanda Bareggi
foto di Fernanda Bareggi
foto di Fernanda Bareggi

Sabato 30 gennaio ( ore 21 )

Compagnia ENDOTEATRO

dopo il terremoto   
di Murakami

con

Junpei - Enzo Paci
Ranocchio/Narratore - Maurizio Lastrico
Sayoko / Irene Villa
Katagiri/Takatsuki - Michele Di Siena
Sala / Ilaria Patanè

Violoncellista / Raffaele Ottonello

Regia Carlo Sciaccaluga
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In "dopo il terremoto" (il titolo è volutamente tutto minuscolo, secondo il volere di Murakami), si intrecciano due diverse storie: l'azione si sviluppa tra i traumi seguiti al grande terremoto del 17 gennaio 1995 a Kobe, in Giappone.
Una madre sola deve combattere contro un incubo ricorrente della piccola figlia, che ogni notte si alza in preda al panico per l'apparizione in sogno di un "uomo del terremoto" che la terrorizza. La madre, Sayoko, chiama quindi il vecchio amico Junpei, scrittore di racconti brevi, che inventa una storia per calmare la bambina. Il racconto dell'incubo di Sala, la bambina, porta Junpei a immaginare una storia che affronti ed esorcizzi la paura del terremoto.
Prende quindi forma sotto i suoi occhi, e sotto quelli dello spettatore, la vicenda di un impiegato di banca quarantenne, Katagiri, che rientrando a casa alla sera trova nel proprio appartamento un gigantesco ranocchio, il quale gli spiega di avere bisogno del suo aiuto per salvare Tokyo da un nuovo terremoto, che secondo lui dovrebbe accadere dopo tre giorni. Il terremoto sarà scatentato da Gran Lombrico, un essere che vive nelle viscere della terra, che Ranocchio e Katagiri dovranno combattere per scongiurare il rischio della catastrofe. Il ruolo di Katagiri dovrebbe essere questo: incitare Ranocchio e dargli forza e convinzione grazie alle proprie qualità di lavoratore e uomo generoso. Un combattente "morale", dunque. Ranocchio, un personaggio al contempo surreale e concreto, che spiega come si senta parte della medesima natura di Gran Lombrico ("Il mondo è come un grande impermeabile, ha bisogno di tante tasche di diverse misure") convince Katagiri ad aiutarlo mostrando di apprezzare le sue qualità umane e di conoscere perfettamente la sua vita; risolve, poi, per lui un grave problema di lavoro e i due si danno appuntamento per tre giorni dopo.
Nel contempo, con una serrata alternanza tra le due narrazioni, la vicenda di Junpei e Sayoko prosegue raccontando del loro incontro ai tempi dell'università, e di quello con Takatsuki, un loro collega di studi. I protagonisti rivivono, in flashback, le sofferenze amorose di Junpei, innamorato di Sayoko, ma incapace di esprimerle il proprio amore, finchè non è Takatsuki a dichiararsi. Junpei e Sayoko si baciano comunque, ma è un avvenimento isolato. La storia prosegue, Sayoko e Takatsuki si sposano e Sala nasce. Junpei, sempre incapace di amare per davvero, vive un'esistenza solitaria e malinconica.Segue nella narrazione il divorzio tra Sayoko e Takatsuki.
Katagiri, frattanto, vive (o sogna?) un'esperienza drammatica: un giovane gli spara e Katagiri si risveglia in una stanza d'ospedale, dove apprende che il giorno per il quale era previsto il terremoto è passato senza incidenti. Mentre ancora si sta biasimando per non aver rispettato l'appuntamento con Ranocchio per andare a combattere contro Gran Lombrico, Ranocchio in persona viene a fargli visita. Gli racconta che Katagiri ha in realtà partecipato alla battaglia, in sogno, nonostante non ne sia consapevole. Gran Lombrico è stato sconfitto, ma a prezzo di gravi ferite subite da Ranocchio, che dopo un'ultima riflessione sul caos della natura e sulla pulsione di morte insita in tutti noi, muore riducendosi in brandelli dai quali esce un'infinita processione di insetti che si insinuano nel corpo di Katagiri. Katagiri, a questo punto, si sveglia urlando. La storia si conclude così, con Katagiri, ormai tranquillo, che si ripromette di leggere Anna Karenina e Le notti bianche, i libri preferiti di Ranocchio.
Tornati alla storia di Junpei, si ritorna al presente, ad un'altra notte in casa di Sayoko. Dopo un gioco fatto con Sala, i due amici la mettono a letto e, grazie all'atmosfera allegra e affettuosa che si era creata, si abbracciano e baciano, abbandonandosi all'amore. Junpei capisce finalmente di poter dichiarare il proprio amore a Sayoko, e comprende per davvero la portata del proprio sentimento. Ma, mentre i due stanno facendo l'amore, Sala si sveglia interrompendoli. Lo spettacolo si conclude quindi con Junpei che, vegliando sul sonno di Sayoko e Sala, si ripromette di
"scrivere dei racconti diversi da quelli che ho scritto finora. Voglio scrivere di persone che sognano e aspettano che la notte finisca, che desiderano la luce per poter stringere forte quelli che amano. Ma adesso devo restare qui, a proteggere queste due donne.
 Non permetterò a nessuno, nessuno al mondo, di metterle in quella scatola strana. Neanche se il cielo dovesse cadere, neanche se la terra dovesse spaccarsi con un boato."

 

L'opera ha un impianto filosofico e culturale particolare, tipicamente orientale, secondo una visione del mondo di tipo, ad esempio, taoista. La forza del testo sta tutta nell'espressione dei sentimenti e nelle sue particolari connotazioni ideologico-filosofoche, esplicitate soprattutto nelle lunghe battute di Ranocchio. Al riguardo, rimando al link alla pagina su Murakami Haruki di wikipedia.