Vita di un perdigiorno di Joseph von Eichendorff

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Una coproduzione
Teatro Il Sipario Strappato

Fränkischer Theatersommer (Holfend - Germania)

Vita di un perdigiorno
di Joseph von Eichendorff

regia di Jan Burdinski
con Raffaele Casagrande
al violino Bogdan Lewandowski
 
Come una fiaba popolare questa novella di Eichendorff è ricca di episodi e di avventure. Ecco i più importanti per la comprensione di questo spettacolo.

Il protagonista è un ragazzo che una mattina di primavera decide di partire all’avventura accompagnato soltanto dal suo violino.
Una volta in cammino riesce a guadagnarsi grazie alla sua musica un passaggio in carrozza con due signore alla volta di Vienna.  Nel loro castello, vicino a Vienna, inizia a fare il giardiniere. Ben presto s’ innamora di una delle due donne, Aurelie, che immagina nobile. Lavora bene e viene nominato daziere.  
Un evento impedisce che continui a condurre questa esistenza limitata: un giorno vede la donna amata su un balcone insieme a un ufficiale. Credendo che i due siano fidanzati lascia deluso il castello e prosegue il suo viaggio.
Il vagabondo arriva in Italia e si ferma in un piccolo villaggio. Qui incontra due individui che sulle prime scambia per ladri, ma che si rivelano essere due pittori, Leonardo e Guido, insieme ai quali compie una parte del suo viaggio per l’Italia.

Solo alla fine della storia scopre che si tratta di due amanti  – la donna in abiti maschili – in fuga per realizzare il loro sogno d’amore, cosa che non possono fare in Germania per motivi di differenza di classe. Per sfuggire una spia si separano dal protagonista, che dopo qualche vicissitudine si ritrova solo in un castello servito e riverito come un principe.

Un giorno riceve una lettera dalla sua amata che gli chiede di tornare da lei. Il ragazzo scappa allora dal castello e finalmente raggiunge Roma. Qui incontra un giovane pittore tedesco che lo invita a casa sua, dove gli fa vedere due dipinti di Leonardo da Vinci e di Guido Reni.  

Come semplice figlio di un mugnaio scambia questi famosi pittori con i suoi compagni di viaggio, Leonardo e Guido. Viene poi a sapere dal pittore che la donna amata, Aurelie, era stata da lui dipinta e che era venuta a Roma per cercarlo.
Così riprende il viaggio di ritorno verso il castello della sua amata. Durante il cammino incontra tre studenti musicanti di Praga.
Alla fine del viaggio le due coppie, Guido/Leonardo – Aurelie/perdigiorno, si ritrovano e “ tutto, tutto era divinamente bello”. 

 

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